logo_fps.jpg (3286 byte)

 

 

Al Direttore Generale della
Direzione generale del Personale

e, p.c.:

All’Assessore del Personale

Al Direttore del Servizio Gestione del Personale

A tutti gli iscritti
LORO SEDI

Oggetto: applicazione istituti contrattuali permessi retribuiti.

Continuano a pervenire a questa organizzazione, segnalazioni e lamentele circa le modalità d’applicazione da parte di codesta Direzione generale degli istituti contrattuali relativi ai permessi retribuiti.

Oltre a registrare una generale rigidità nella concessione di tali tipologie di permessi, che va al di là della normale tutela degli interessi dell’Amministrazione, in particolare ci si sofferma sull’ applicazione dell’istituto dei permessi retribuiti previsti per gravi motivi di famiglia; codesto Ufficio infatti risulta propenso a non concedere quanto disciplinato dal CCRL, laddove il relativo istituto dispone che per tali motivi, adeguatamente documentati, possano essere accordati permessi per la durata massima di 15 giorni l’anno.

A fronte dei giustificativi prodotti dai dipendenti interessati, infatti, così come il CCRL contempla, codesto Ufficio forse per prassi consolidata e comunque rifacendosi a superate discipline contrattuali sostanzialmente diverse da quelle attualmente in vigore, raramente considera sufficiente la documentazione prodotta, richiedendo integrazioni documentali che esulano dai presupposti oggettivi contemplati dal contratto ove come unica condizione viene richiesto l’esistenza di una condizione di gravità familiare.

Codesta Direzione, come detto, spesso richiede ulteriore documentazione finalizzata a verificare non la sola esistenza di una situazione dei cosiddetti "gravi motivi familiari" ma, commettendo ad avviso della scrivente un abuso interpretativo, dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, attestazioni mediche di assoluta necessità di assistenza, dichiarazioni di componenti i nuclei familiari dei dipendenti, certificazioni varie ecc. ecc..

Colpisce la frenetica ricerca da parte dell’Ufficio preposto, di elementi che possano portare a dubitare dei motivi di gravita denunciati dai dipendenti, al fine di non concedere quanto dagli stessi richiesto e previsto dal contratto a condizione della sussistenza del presupposto oggettivo.

Si stigmatizza la linea di condotta finora adottata dalla Direzione del personale il cui risultato, nella stragrande maggioranza dei casi, aggiunge solamente ulteriori disagi alle situazioni di gravità familiare sofferte dai soggetti interessati, contribuendo a produrre disistima e forte diffidenza nei confronti degli Uffici che sempre di più vengono etichettati dai lavoratori quali "Uffici contro il Personale".

Si chiede con ogni consentita urgenza che codesta Direzione generale intervenga al fine di scongiurare il perdurare di tali comportamenti ed evitare l’aggravio della situazione con l’apertura di contenziosi che, oltre ad appesantire inutilmente gli Uffici di ulteriori oneri, si ripercuoterebbero negativamente non solo sulla vita privata e sull’efficienza del lavoratore, ma sull’immagine della Direzione generale del Personale e più in generale dello stesso Assessorato degli AA.GG. e Personale.

Invitiamo comunque tutti gli iscritti e i colleghi interessati a segnalare alla ns. organizzazione, via fax al n° 070/606.2638 o via e-mail al cisl.sinder@tiscali.it , tutti i casi di controversie con l’Amministrazione, in corso o del recente passato, riguardante i permessi retribuiti, affinché il nostro ufficio legale abbia gli elementi necessari per intraprendere le azioni dovute.

Il Segretario generale

Massimo Rocchitta

Prot. n. 335 Cagliari, 24 marzo 2003